La fatica dell’ovvio

Spieghiamo l’ovvio, ovvero perché il ministro della giustizia deve dimettersi:
1) perché un ministro (della giustizia!) non può intrattenere rapporti amichevoli con ambienti compromessi e addirittura con parenti di persone sotto provvedimenti giudiziari;
2) perché un ministro non può mettersi a disposizone di nessuno, tanto meno di parenti di  latitanti, ma deve essere a disposizione di tutti gli italiani esercitando la sua funzione possibilmente dando lustro e decoro alla stessa;
3) perché un ministro, se la giustizia non funziona, si adopera per risolvere in tempi possibilmente rapidi i difetti rilevati e non raccomanda personalmente decine o centinaia di casi rivendicando il proprio diritto ad “interventi umanitari”;
4) perché se hai sbagliato in buona fede, ti dimetti di corsa per evitare che si dica che “fanno tutti così”, che “è uguale ad altre telefonate”, ecc. ecc., alimentando la cultura del “tutti colpevoli, tutti innocenti” sciagura primaria del berlusconismo;
5) perché ognuno di questi episodi e’ un altro passo verso il definitivo ed irreversibile sfascio del nostro Paese.