Equilibrium, l’ambientazione – LA CADUTA

Tratto dalle “Cronache di Harn”, redatte nell’anno 982 d.i. da Lenida M.D. Zarwid

ETA’ DELLE CITTA’ STATO (LA CADUTA DELL’IMPERO):

(358 d.i.) Muore Delan IV° senza lasciare eredi maschi, la figlia Namosia sale al trono sposata a forza dal cugino Oloph, il quale viene incoronato lo stesso anno come Imperatore Ulidor II°

(389 d.i.) Udilor II° muore non rimpianto, durante il suo Regno l’Impero vede progressivamente impoverirsi il popolo sotto una politica scellerata di tassazione incontrollata e militarizzazione delle aree rurali. In eredità lascia un Impero dove le ricchezze sono concentrate quasi esclusivamente nella viziosa capitale, la cultura è considerata un passatempo deplorevole ed in generale la corruzione a Karmas e in tutto l’Impero dilaga.

(390 d.i.) Il figlio maggiore Dumaé, solo quindicenne, prende la corona di Imperatore con il nome di Ulidor III°

(420 d.i.) Quasi tutte le città dell’Impero sono ora fortificate, per timore di essere depredate dalle popolazioni nomadi che nascono sotto la spinta della miseria nelle aree rurali.

(432 d.i.) Quasi tutte le città dell’Impero posseggono una loro Milizia, che controlla le aree circostanti. Le singole città cominciano ad amministrare autonomamente le proprie terre e l’Imperatore ratifica con un decreto uno stato di fatto: le singole città diventano piccoli Regni subalterni all’Impero.

(433 d.i.) Per una misteriosa malattia, l’Imperatore muore e lascia di nuovo un Impero senza eredi. Le potenti famiglie che ormai guidano le singole città-stato insediano un loro prescelto, Fendath I°.

(441 d.i.) Viene promulgato l’editto di Termes, firmato da Fendath I° nella omonima Città Universitaria presso le rive del fiume Arbem, dove i governatori delle Grandi Città Imperiali vengono investiti del titolo di Vice Re. L’Impero è ufficialmente suddiviso ora in otto province autonome: Sham, Okath, Arkam, Luum, Mashem, Rowena, Bargos e Barol.

(497 d.i.) Fendath I° muore e il figlio gli succede con il nome di Fendath II°. Questi è un fervente del culto di Danath e ne favorisce una diffusione “civilizzata”, modificando i riti sacrificali in riti orgiastici.

(520 d.i.) Il Culto di Danath acquista importanza e viene tollerata l’istituzione di un Tempio addirittura all’interno delle mura dell’antica Capitale Karmas.

(543 d.i.) L’Armata del Sud viene spedita con un pretesto in una campagna campale contro le tribù barbare a sud di Barol, sotto la pressione dei Vice Re i quali ora temono la forza di Karmas e dei sui eserciti, e non vogliono rischiare un rigurgito Imperiale.

(558 d.i.) L’Imperatore muore lasciando due figlie. Nel vuoto di potere che ne deriva, le Città-Stato riescono ad affidare le Guardie Nere al Chierico di Corte, Mathmak. Costui, un chierico di Danath, assume il titolo di Gork e si ritira nella Città Fortezza dei monti Arkam, rivendicandola a se ed al culto del Dio della Morte.

(559 d.i.) Viene istituito il Senato dei Regnanti, dove i singoli Governatori delle Città decidono le sorti dell’Impero. Il titolo di Imperatore diventa una onoreficenza assegnata al Presidente del Senato.

(586 d.i.) Erydaj Barim, signore dei “Barbari” del Sud, vince la sua guerra. Quel che resta dell’Armata del Sud ripiega sino a Karmas. Rydaj Barim annette a se l’antica città Fortezza del Sud, Gudluk, che cambia il suo nome e diventa “la Cittadella di Barim”. I monti sui quali sorge, anche essi verranno chiamati da quel momento “Monti di Barim”.

(588 d.i.) Barim si presenta al Senato Imperiale e ne intima lo scioglimento, dichiara il suo Regno autonomo con il nome di Regno di Harn. Rivendica a se tutte le province del Sud. Divisi e avidi, i Senatori lasciano Karmas e si dichiarono rispettivamente Regnanti delle province a loro rimaste. L’Impero è ora quello circoscritto alle sole antiche Mura di Karmas.

(600 d.i.) Gromho organizza insieme a Namiah, in estate inoltrata, la sua Spedizione alla ricerca di Poisha.

(601 d.i.) Nyshoe, nipote dell’Imperatore Fendath II°, viene “incoronata” Imperatrice dalla corte di Karmas con il nome di Nyshoe I°. L’Armata del Sud e ciò che resta dell’Esercito Imperiale difendono ora solo le mura dell’antica Capitale.

Mathmak il Gork
Mathmak il Gork

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