Equilibrium, il romanzo

Questo libro vuole essere il primo di una trilogia. Di fatto, è stato scritto tutto di getto; anche se a getto intermittente, a dire il vero. La vita di tutti i giorni, specie negli ultimi due anni, non mi ha concesso tantissimo spazio per potermi dedicare alla conclusione di questo lavoro. Inoltre non so scrivere, purtroppo, se non di getto. E l’ispirazione è una bestiaccia capricciosa.

Tuttavia, credo di essere pronto per arrivare ad una edizione finale. Mentre faccio le mie revisioni, le andrò mettendo a disposizione di quanti vorranno leggerla. Intanto, per mio piacere personale di farlo e poi, chissà?

Ho cominciato a scrivere un unicum, come prime parti di un “romanzo”, solo nel 2007; tuttavia Equilibrium è in qualche modo una sintesi di idee ed ambientazioni scaturite da oltre venti anni di invenzioni.

Sono invenzioni di un mondo fantastico, da me inventato, che spesso ho utilizzato nei giochi di ruolo. L’ambientazione prende una forma più solida e “ordinata” intorno al 2000 e successivamente, intorno al 2003, quando al progetto si uniscono diversi amici per la realizzazione di un gioco di ruolo online, derivato direttamente da una mia prima realizzazione originale (il Regno di Harn), dal quale mi sono “sfilato” quando il tempo libero a mia disposizione si è sensibilmente ridotto.

In particolare la cronologia e la storia del Regno vengono organizzate meglio, insieme ad alcuni dettagli specifici, grazie al contributo di Daniel Bonanno e Fabio Politi.

I disegni e le mappe sono tradotte concretamente dal contributo impareggiabile di Lorenzo Monaca, unitamente alla maggior parte delle illustrazioni. Allo stesso modo devo ringraziare Fabio Monaca, che mi ha stimolato ed aiutato moltissimo nel fornirmi idee nella caratterizzazione di alcuni personaggi.

Ci sono poi moltissimi altri amici, che hanno dato un loro contributo inconsapevole alla creazione del mondo e delle idee legate alla storia. Lo hanno fatto in tutti questi anni di passione comune per il gioco di ruolo. In parte è a tutti loro, che voglio in qualche modo dedicare questo libro.

Tuttavia, la mia dedica principale resta quella che ho scritto all’inizio del lavoro:

<< a te, papà, che ti sono debitore fra le altre cose del dono della fantasia;

e poi a te, il mio amico Rolando, nella speranza che tu mi abbia preceduto in un qualche altro Viaggio… >>

Il Regno di Harn
Regno di Harn

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