Equilibrium – 1.5 – Il lago segreto

La giovane Poisha dimostrava un talento notevole nell’incantare gli Spiriti della Natura, cosa che la sua mamma aveva attribuito alla razza di origine, poiché la bimba era umana. Tuttavia Gomho spiegò più volte che gli umani, in generale, non posseggono questo tipo di talento. Un talento che superava di gran lunga quello della madre, che pure era rinomato fra le genti del bosco.

La ragazzina presto si accorse però che non solo gli Elementi della Natura poteva piegare al suo volere, ma in generale anche gli animali … ed i suoi amichetti.

Furono tanti gli episodi che fecero disperare la povera Namiah.

Per loro natura gli abitanti di Shka erano pacifici. La maggior parte dei litigi, quando accadevano, finivano in risate e ruzzoloni. Non erano in grado di serbare rancore e soprattutto non sembravano comprendere bene concetti come invidia ed egoismo.

Poisha era una bambina dolcissima e gentile, capace di una generosità straordinaria. In tutto figlia degna del cuore buono e nobile della madre Namiah.

Eppure era umana, e quindi capace di sperimentare rabbia, e frustrazione.

Viveva questa sua diversità con sempre maggiori difficoltà; tutte le piccole incomprensioni, figlie dell’adolescenza, in lei acquisivano dimensioni ancora più grandi e si sentiva “sbagliata”. Provava spesso un gran senso di colpa, che era un sentimento altrettanto alieno per i suoi amici e per i suoi familiari.

L’unico che sembrava comprenderla davvero era il nonno Gomho. Ma la sua presenza era troppo sporadica per garantirle il sollievo di un vero confidente.

Questa sua crescente distanza dalla madre la rendeva infelice e soprattutto rendeva infelice e disperata la sua mamma.
Per questo motivo aveva preso l’abitudine di avventurarsi sola nel profondo del bosco, lontana dal villaggio.
Nei suoi momenti di turbamento, di tristezza, o di rabbia, non voleva aggiungere al suo malessere il senso di colpa per aver fatto soffrire o preoccupare Namiah.

Durante queste sue piccole fughe aveva scoperto una piccola cascata, ricavata dal salto di un ruscello da un piccola rupe che tuffava in un piccolo stagno, proprio nel folto del bosco. Era il suo posto segreto dove passava anche ore a crogiolarsi nel fresco spruzzo delle acque di fonte, quando il caldo estivo la rendeva insofferente.
A quindici anni il suo corpo ora aveva sviluppato le caratteristiche curve delle donne umane. Un altro motivo di grande disagio per lei.
Ma nel suo luogo segreto si sentiva invece libera, e nuotare in quel piccolo stagno spesso l’aiutava a ritrovare serenità.

Forse fu per quello che non si avvide subito del tanfo. Un odore acre ed inverosimile, talmente innaturale da farla voltare di scatto, spaventata.

Poisha si tuffa nel lago
Poisha si tuffa nel lago